Coronavirus:
L’Ufficio federale della sanità pubblica e i rappresentanti dei cantoni hanno di nuovo ampliato le raccomandazioni in materia di igiene e consigliano la «distanza sociale»
L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e i rappresentanti dei cantoni hanno di nuovo ampliato le raccomandazioni in materia di igiene per la protezione contro il nuovo coronavirus. Oggi hanno aggiunto l’istruzione di mantenere le distanze tra le persone, ad esempio quando si è in coda ad aspettare.
La «distanza sociale» è una novità importante per proteggere i più vulnerabili, come gli anziani, ha spiegato stasera alla stampa il ministro della salute Alain Berset. Anche durante le riunioni i partecipanti dovrebbero mantenere una certa distanza fisica.
Berset ha poi mostrato un apposito nuovo pittogramma che completa i poster e i volantini rosso-gialli della campagna «Così ci proteggiamo», lanciata dall’UFSP a fine febbraio a causa del virus.
L’ipotesi di un’estensione del distanziamento sociale era stata ventilata lo scorso fine settimana sulle colonne di diversi domenicali sia dallo stesso Berset, sia dal capo della Divisone malattie trasmissibili dell’Ufficio federale della sanità pubblica Daniel Koch. Lunedì, infatti, Berna aveva deciso di sconsigliare la stretta di mano per limitare la diffusione del virus.
Le altre indicazioni
Le altre indicazioni rimangono valide: lavarsi bene le mani ed evitate di stringere quelle degli altri, starnutire e tossire in un fazzoletto o nell’incavo del braccio, e rimanere a casa se si ha la febbre o la tosse. Agli ambulatori medici e ai reparti di emergenza ci si deve recare solo dopo averli consultati per telefono.
Berset, che in precedenza aveva incontrato i rappresentanti della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), ha sottolineato che stiamo vivendo «una situazione inedita» e che «è importante controllare lo sviluppo di questa malattia in modo che la pressione sul sistema sanitario rimanga sopportabile».
Dal canto suo, la presidente della CDS Heidi Hanselmann ha precisato che i raduni di meno di 1000 persone possono continuare a svolgersi se gli organizzatori prestano attenzione ad alcuni punti, come l’informazione attiva dei partecipanti sulle misure igieniche da applicare. Le persone di età superiore ai 65 anni non dovrebbero partecipare a tali incontri, soprattutto se soffrono di diverse malattie. Chiunque sia malato dovrebbe anche evitare di unirsi a una tale folla. Gli organizzatori devono poi essere in grado di contattare i partecipanti in caso di necessità.
L’UFSP non fissa un limite minimo al di sotto del quale gli organizzatori possano evitare ogni controllo; evoca comunque una cifra di 150, che vale sia per le riunioni private che per quelle pubbliche.
