Socialità / Inaugurato a Sant’Antonino il centro diurno e notturno «VitaCore»: aprirà il 26 agosto ed essendo attivo 7 giorni su 7 costituirà un unicum in Ticino – La proposta andrà pure a beneficio dei familiari curanti, aiutandoli nel difficile percorso affrontato
Appena entrati gli ospiti incontreranno la «poltrona degli abbracci», dopodiché verranno messi a loro agio tramite un massaggio alle mani con aromi essenziali. Già nel compiere i primi passi all’interno del centro, le persone che vi faranno capo dovranno percepire la familiarità, l’umanità ed il relax a cui i promotori aspirano. È stato inaugurata oggi a Sant’Antonino la nuova «Casa VitaCore», centro diurno e notturno che entrerà in servizio giovedì prossimo, 26 agosto, e sarà dedicato a persone che affrontano un declino cognitivo o sono affette da demenza. «Essendo aperto 7 giorni su 7 costituirà un unicum in Ticino» ha affermato nel portare i suoi auguri Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS). Il consigliere di Stato ha messo l’accento sull’importanza di offerte simili per limitare l’isolamento delle persone anziane e per ritardarne il declino. Si tratta di proposte che per altro vanno anche a beneficio dei familiari curanti, sgravandoli nel difficile percorso che stanno affrontando. Valori di vicinanza che, ha aggiunto, sono centrali pure nella nuova Pianificazione sugli anziani che si intende portare in Gran Consiglio entro fine anno. Al centro devono esserci le emozioni, ha detto, le stesse trasmesse dal signor Furio, un 88.enne ex musicista che dopo mesi difficili a causa della pandemia – ha raccontato il figlio proprio durante l’incontro – è rinato grazie all’amato sax che ha suonato pure oggi strappando l’applauso dei presenti.
Si parte con dieci collaboratori
«Il centro è stato realizzato con l’intento di creare un ambiente il più vicino possibile a quello familiare», ha spiegato da parte sua la promotrice e direttrice del centro Anna Margani guidando la visita al nuovo stabile in via delle Scuole 23 in cui saranno inizialmente attivi dieci professionisti. La disposizione degli spazi, il tipo delle superfici ed i colori scelti vanno tutti nella direzione della migliore accoglienza possibile, ha spiegato. Ad esempio la cucina è arancione, un colore che stimola l’appetito. Altri locali sono dedicati alle attività. Per un totale di 24 posti nella fascia diurna. Nel centro notturno ci sono poi tre camere: possono usufruirne le persone che presentano disturbi del comportamento che causano situazioni di crisi del nucleo familiare. All’esterno è stato allestito un giardino in cui si cercherà di stimolare gli ospiti anche tramite l’olfatto, tramite fiori profumati.
«C’è un bisogno enorme»
Positive anche le note del presidente dell’Associazione Alzheimer Ticino Antonio Saredo Parodi, il quale ha messo in evidenza «l’enorme bisogno di offerte terapeutiche diurne nell’ambito delle demenze». L’approccio, ha aggiunto, deve essere non giudicante e inclusivo. Da parte sua il geriatra e primario della Clinica Hildebrand dottor Graziano Ruggieri ha posto l’accento sulla necessità di ragionare, nell’ambito delle demenze, al di là degli schematismi della medicina, puntando sul concetto di riabilitazione. Conclusa l’inaugurazione, tra pochi giorni si comincerà a lavorare proprio sulla base della filosofia presentata oggi.
