società / In Ticino il tema della conciliabilità è divenuto sempre più centrale – Ne abbiamo parlato con il direttore del DSS Raffaele De Rosa e con il direttore del DFE Christian Vitta
In Ticino si stima siano circa 50 mila familiari curanti e il tema della conciliabilità è divenuto sempre più centrale. Due familiari curanti su tre sono infatti attivi professionalmente, nella maggior parte dei casi a tempo pieno. Per facilitare questo fragile equilibrio, sono state introdotte due importanti novità a livello federale: fino a tre giorni di congedo per prendersi cura di un membro della famiglia a seguito di un incidente o di una malattia, oppure di 14 settimane per genitori di bambini gravemente malati o vittime di un incidente.
Il Dipartimento della sanità e della socialità, grazie alla collaborazione con il Dipartimento delle finanze e dell’economia, ha voluto dedicare il consueto evento cantonale per i familiari curanti – in programma oggi – a uno dei principali partner nella promozione della conciliabilità lavoro-famiglia: i datori di lavoro e le aziende. Ne abbiamo parlato con il direttore del DSS Raffaele De Rosa e con il direttore del DFE Christian Vitta.
Raffaele De Rosa, conciliare l’assistenza a una persona cara con gli impegni lavorativi richiede uno sforzo importante. Cosa è stato fatto per aiutare queste persone?
«Conciliare famiglia e attività lavorativa è molto impegnativo. Dal 2013 è attiva una Piattaforma, nata spontaneamente da alcuni enti presenti sul territorio. L’obiettivo iniziale era quello di riflettere sul tema dei familiari curanti. Dal 2019, su volontà e richiesta dei membri della Piattaforma, la coordinazione è passata alla Divisione dell’azione sociale e delle famiglie.
Nell’ambito della conciliabilità, in questi anni, grazie agli enti e ai partner presenti sul territorio, è stata valorizzata e rafforzata una rete di servizi per sostenere le famiglie e favorire il mantenimento a domicilio, pensiamo ad esempio ai centri diurni con presa in carico socio-assistenziale oppure terapeutica, ai servizi di assistenza e cura a domicilio, ma anche ai servizi di trasporto e ai servizi di pasti a domicilio, per citarne alcuni. Si tratta di servizi che possono sgravare in modo importante il familiare curante, ma chiaramente per ogni situazione è necessario trovare la giusta combinazione: non esiste una soluzione universale, uguale per tutti.
Con l’entrata in vigore delle misure della riforma fiscale e sociale abbiamo potuto rafforzare e finanziare nuove iniziative a sostegno della conciliabilità. Grazie alle competenze presenti nella Piattaforma cantonale familiari curanti, siamo riusciti a focalizzare meglio i bisogni dei familiari curanti, con particolare attenzione, ma non solo, a quei due terzi che sono attivi professionalmente. Grande attenzione è stata rivolta all’informazione dei numerosi servizi disponibili (solo per citarne alcuni: il Progetto Sostegno Famiglie Andicap e Autismo, il Centro Auto Aiuto Ticino o il Servizio di appoggio ai familiari di persone affette da declino cognitivo), al coordinamento delle offerte e alla sensibilizzazione. Un esempio concreto è dato anche dalla recente pubblicazione “Familiari curanti, un sostegno alla vostra quotidianità”, che può essere scaricata oppure richiesta gratuitamente presso la Divisione dell’azione sociale e delle famiglie.
Il tema della conciliabilità rispecchia senza dubbi un bisogno crescente della società e non è un caso che abbia nel tempo acquisito grande importanza anche in diverse politiche pubbliche, come pure presso i datori di lavoro. Le azioni per facilitare tale equilibrio sono state promosse a diversi livelli, non solo a quello istituzionale e non solo nel nostro Cantone. Inoltre va ricordata l’entrata in vigore della nuova Legge federale concernente il miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai familiari. Da quest’anno i familiari curanti possono beneficiare di un congedo breve di assistenza e di un’indennità di assistenza per assistere un figlio con gravi problemi di salute. Il DSS ha colto questa occasione per lanciare una riflessione congiunta tra mondo socio-sanitario e mondo dell’economia, che avrà luogo in occasione dell’evento cantonale del 28 ottobre, promosso dal mio Dipartimento in collaborazione con il DFE, nell’ambito dell’iniziativa “Giornata dei familiari curanti”.»
Qual è l’impatto finanziario di queste misure in Ticino?
«Se si considerano sia le misure dirette, sia le misure indirette, attualmente il Cantone investe circa 20 milioni di franchi all’anno per il mantenimento a domicilio e dunque per fare in modo che i familiari curanti possano beneficiare del sostegno necessario per prendersi cura dei propri cari. Oltre a queste spese ordinarie, un credito annuo di circa 1.7 milioni di franchi, finanziato dalle aziende, è dedicato alla promozione della conciliabilità tra assistenza e attività lavorativa. Ogni anno sono sempre di più le iniziative che ci vengono presentate sotto questo cappello e sempre di più possano rispondere ad alcune delle principali difficoltà che riscontrano i familiari curanti nel loro percorso di conciliabilità.
Oltre a questo, penso sia opportuno considerare un altro aspetto. Le stime dell’Ufficio federale di statistica indicano che le ore di assistenza prestata gratuitamente ogni anno dai familiari curanti in Svizzera ammontano a 80 milioni. Se queste ore fossero remunerate, corrisponderebbero a circa 3,7 miliardi di franchi. Senza il prezioso contributo dei familiari curanti, tali ore di assistenza graverebbero sul sistema socio-sanitario, già fortemente sollecitato a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. PUBBLICITÀ
Stiamo parlando, in termini finanziari, di un intervento utile e necessario per sostenere, secondo il principio di sussidiarietà, questa risorsa preziosa e irrinunciabile: è un investimento che permette di valorizzare e rafforzare il ruolo dei familiari curanti e dei molti volontari. Bisogna però considerare anche un altro tipo di intervento, che spesso viene visto come indiretto, cioè è quello di coordinare, valorizzare e sostenere la rete di enti, associazioni e persone attive sul terreno. Questo è possibile grazie al prezioso ruolo della Piattaforma dei familiari curanti».
Oltre a queste misure, di che tipo di aiuto possono beneficiare i familiari curanti in Ticino? A chi possono rivolgersi per un aiuto?
«Da alcuni anni, il DSS dedica una particolare attenzione al ruolo fondamentale del familiare curante. Grazie all’esperienza maturata con gli enti che partecipano alla Piattaforma familiari curanti, è stato possibile analizzare l’evoluzione dei bisogni e investire in maniera mirata e sostenere progetti concreti (ad esempio il Progetto “Un ponte tra cura e lavoro” o l’Antenna autismo). In questo contesto, informazione, coordinamento e sensibilizzazione giocano un ruolo fondamentale. L’opuscolo pubblicato in occasione della giornata cantonale di quest’anno va proprio in questa direzione. Il nostro obiettivo è offrire un guida, uno strumento, dove i familiari curanti possono riconoscersi, orientarsi e soprattutto apprendere la consapevolezza di non essere soli».
Cosa resta ancora da fare per aiutare i familiari curanti?
«In questi anni abbiamo potuto lanciare numerosi progetti e rafforzare la collaborazione con gli enti e partner del territorio. Rimane tuttavia ancora molto da fare: le misure di sostegno per evitare il sovraccarico fisico e mentale del familiare curate, il supporto psicologico e la gestione delle emergenze. Queste sono alcune delle proposte concrete contenute nel rapporto riguardate la Pianificazione integrata anziani 2021 – 2030. Il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo sociale del familiare curante richiedono non solo uno sforzo individuale, ma anche un impegno collettivo».
Il ruolo delle aziende
Christian Vitta, un ruolo importante è quello delle aziende. Cosa possono fare, concretamente, per andare incontro ai familiari curanti? Cosa chiede loro il Cantone?
«La conciliabilità tra lavoro e famiglia sta assumendo un’importanza vieppiù maggiore in relazione alle politiche aziendali. A questo proposito, ricordo che dal 2017 sono state attivate, grazie alla Riforma cantonale fiscale e sociale, delle misure volte proprio ad aumentare il sostegno alle famiglie e a favorire la conciliabilità tra famiglia e lavoro o formazione.
Adottare buone pratiche di responsabilità sociale anche nel contesto dei familiari curanti è sempre più importante non solo per i lavoratori ma anche per le aziende stesse, che sono così più attrattive. Come Dipartimento delle finanze e dell’economia, proprio per favorire maggiore consapevolezza su strumenti e opportunità legati alla responsabilità sociale delle imprese, abbiamo introdotto un sostegno finanziario per la formazione di responsabili aziendali».
