SANITÀ / Il DSS ha presentato la nuova pianificazione integrata per il periodo 2021-2030 – Tra i pilastri del nuovo approccio vi è la presa a carico domiciliare – Il cantone punta su un modello che è stato ritenuto più equilibrato e in grado di rispondere meglio ai bisogni di questa fascia di popolazione nei prossimi decenni
Autodeterminazione e libertà di scelta. La strategia di presa a carico degli anziani di questo decennio si baserà su questi due importanti concetti. Il Ticino vuole puntare su un nuovo approccio, un cambio di paradigma fondato su elementi innovativi quali il rafforzamento della presa in carico domiciliare, il principio d’inclusione, il rafforzamento della qualità delle prestazioni e la migliore accessibilità ai servizi con la promozione di reti di cura integrate.
Un cambio di rotta
È un vero e proprio cambio di rotta quello presentato ieri in conferenza stampa. Una virata decisa resa necessaria, ha spiegato il direttore del DSS Raffaele De Rosa, dalle sfide demografiche e dagli importanti cambiamenti sociali e sanitari in atto, i quali richiedono un approccio «nuovo e adeguato». Seguendo l’input del Gran Consiglio, il DSS ha dunque presentato una pianificazione integrata, adeguata alle necessità della popolazione. Già, perché come sottolineato da De Rosa, gli anziani nel 2030 e nel 2040 saranno molto diversi: più digitalizzati e con rapporti sociali più solidi, ma con meno figli. E non va dimenticato che in Ticino il numero di persone ultra 65.enni per rapporto al numero di persone in età attiva (20-64 anni) è più elevato rispetto alla media nazionale. A titolo esemplificativo, nel 2020 questo rapporto era del 30.7% per tutta la Svizzera mentre per il Ticino raggiungeva quota 39.1%. E proprio partendo da questi cambiamenti – sociali e demografici ma non solo – il DSS ha presentato una strategia integrata, «un approccio che permette di superare la tradizionale distinzione tra il settore delle cure stazionarie (le case per anziani), le prestazioni di assistenza e cura a domicilio (SACD) e il mantenimento a domicilio (SAPP)».
La strategia
Di qui, ha spiegato la collaboratrice scientifica e capoprogetto dell’Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio, Eva Gschwend, il DSS ha elaborato tre scenari: il primo prevede in buona sostanza il mantenimento dello statu quo in questi tre settori regolati dalla pianificazione; il secondo punta invece su uno sviluppo più contenuto del settore stazionario, compensato dal potenziamento dell’offerta ambulatoriale e il terzo, più estremo, prevede invece un potenziamento ridotto dei letti nelle case per anziani a fronte di uno ancora più pronunciato dei due settori ambulatoriali. Lo scenario che verrà attuato in Ticino è il secondo, poiché a mente delle autorità è quello che risponde meglio ai cambiamenti in atto in questi anni e al fabbisogno delle cure.
I dettagli
Ma cosa prevede, nel dettaglio, questo scenario? Principalmente, ha spiegato Gabriele Fattorini, direttore della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, verranno aumentati le ore di assistenza e cure a domicilio per abitante (+62%), i posti letto nelle case per anziani (+26%, ossia 1.180, di cui 870 già autorizzati) e le prestazioni dei servizi d’appoggio (+105%). I costi di gestione annuali ammontano a 340 milioni di franchi (80% a carico del Cantone, e il 20% a carico dei Comuni). Sono inoltre previsti 346 milioni di franchi di investimenti nelle case per anziani (il 60% a carico del Cantone). «La minor risposta nel settore delle Case per anziani viene compensata attraverso prestazioni degli altri due settori», ha sottolineato Fattorini. «E non va dimenticato che l’aggiunta di 310 posti letto agli 870 già autorizzati consente di garantire l’equità territoriale». Il futuro della presa a carico degli anziani non si ferma però qui. La palla passa ora al Parlamento che dovrà esprimersi sul messaggio sulla pianificazione integrata 2021-2030, ma sul tavolo ci sono anche diversi approfondimenti qualitativi che andranno affrontati in questi anni. Per esempio, sul calcolo della retta degli utenti di una casa per anziani, che andrà migliorato. Ma non solo: tra le priorità vi è anche il riconoscimento delle prestazioni delle collaboratrici familiari e la revisione delle tariffe di economia domestica.
