la pandemia / Il peggioramento della situazione epidemiologica spinge le autorità cantonali a introdurre regole più rigide: ogni ospite, su prenotazione, potrà ricevere solo due familiari per volta – Franco Tanzi: «Vogliamo essere prudenti ed evitare di dover sospendere nuovamente le visite dei parenti»
Nonostante il peggioramento della situazione pandemica, non sarà un altro Natale di solitudine per gli ospiti delle case per anziani del Ticino. Le autorità sanitarie, però, di fronte all’aumento dei contagi e dopo la comparsa della variante Omicron, hanno deciso per precauzione di introdurre una stretta, seppur leggera, per le strutture del cantone. «Le nuove disposizioni decise dall’Ufficio del medico cantonale prevedono alcune limitazioni in vista delle festività», conferma Franco Tanzi, geriatra e responsabile dell’area medica di ADiCASI. In sostanza, «gli eventi devono essere distribuiti su un lasso di tempo fra metà dicembre e l’8 gennaio, ogni ospite potrà ricevere solo due visitatori per volta, su prenotazione, e nel caso di uscite dagli istituti per qualche giorno, al rientro verranno adottate nuove misure di sorveglianza».
Tre contagi
Con l’avanzare dell’autunno e l’affievolirsi dell’immunità dettata dal vaccino, erano tornati i contagi nelle case per anziani. Ora, dopo il booster, il virus nelle strutture ticinesi è quasi sparito. Secondo i dati pubblicati sul sito dell’Associazione dei direttori delle case per anziani della Svizzera italiana (ADiCASI), infatti, al momento sono solo tre gli anziani contagiati su un totale di 4 mila ospiti. «Numeri incoraggianti», commenta Tanzi, sottolineando peraltro che «tranne un solo caso, si tratta di persone che non hanno ricevuto la dose di richiamo del vaccino: questo conferma che la vaccinazione di base rimane utile per evitare i decorsi gravi, ma non riesce più a impedire i contagi. Il booster, al contrario, si sta rivelando molto efficace». Durante il fine settimana, però, in casa anziani è stato rilevato anche un decesso collegato al virus: «Sarebbe meglio dire che il paziente è morto con la COVID, e non per la COVID. Era un paziente pre-terminale, molto fragile». La situazione, all’interno delle strutture ticinesi, appare quindi sotto controllo, «ma siamo d’accordo con la decisione presa dal medico cantonale di stringere un po’ le maglie. In modo da stare più tranquilli».
I pranzi di Natale degli ospiti verranno diluiti su più giorni. Non ci sarà un vero e proprio festone, ma tanti piccoli appuntamenti programmati con i vari membri della famiglia che verranno a trovare l’ospite in momenti diversi
Le nuove regole
Con gli ingressi contingentati disposti dalle autorità, «i pranzi di Natale degli ospiti verranno diluiti su più giorni. Non ci sarà un vero e proprio festone, ma tanti piccoli appuntamenti programmati con i vari membri della famiglia che verranno a trovare l’ospite in momenti diversi». Inoltre, sono previste regole più severe anche per gli anziani che rientrano nell’istituto. «Se l’ospite che non ha completato il ciclo vaccinale (ossia se non ha avuto il booster) desidera pranzare al di fuori della struttura, al suo rientro sarà sottoposto a misure di igiene rinforzate, quali ad esempio la mascherina al di fuori della camera e i pasti in sala da pranzo mantenendo le distanze da altri commensali. Per contro, se l’anziano resta via per alcuni giorni, al rientro verrà sottoposto al tampone, oppure mangerà isolato dagli altri ospiti per cinque giorni, al termine dei quali verrà sottoposto ad un nuovo tampone». Una stretta tutto sommato leggera, considerata però sufficiente a impedire che il virus possa nuovamente colpire i più fragili. «Abbiamo imparato molto bene cosa voglia dire gestire un focolaio in una struttura per anziani, quindi vogliamo cercare di essere il più prudenti possibile». Sospendere del tutto le visite, invece, non è un’opzione. «Vogliamo che sia l’ultima ratio», chiarisce Tanzi. «L’interruzione dei rapporti con i familiari è stata una misura deleteria per gli ospiti e sarà l’ultimo provvedimento che adotteremo. E solo se dovesse essere davvero necessario. I residenti, dal punto di vista emotivo, dipendono moltissimo dalle visite con i parenti. Quindi vogliamo fare di tutto per evitare che si renda necessaria una chiusura come l’abbiamo conosciuta durante la prima ondata».
Chi entra
Regole immutate, invece, per i visitatori. «I familiari devono presentare un test antigenico negativo effettuato al massimo 24 ore prima, oppure certificare di essere guariti o vaccinati», evidenzia Tanzi. L’ipotesi di adottare il 2G per il momento è stata accantonata. «Ne abbiamo discusso, ma per i visitatori non intendiamo introdurre misure più stringenti, proprio perché sappiamo quanto la loro presenza sia preziosa per gli ospiti». Del resto, dice il geriatra, «il fatto che i familiari non vaccinati debbano presentare un tampone non più vecchio di 24 ore rappresenta già una buona garanzia di protezione». Un requisito, questo, che invece non vale per il personale. «Per gli operatori delle case per anziani non vaccinati vale ancora la regola del test PCR salivare in pool da eseguire almeno ogni 96 ore. È un po’ un’incoerenza, e ne abbiamo discusso all’interno della cellula sanitaria del Cantone, ma per il momento le regole rimangono invariate. Facciamo appello alla disciplina dei nostri collaboratori».
Copertura all’80%
Nelle scorse settimane, intanto, anche il personale delle case per anziani ha potuto ricevere la dose di richiamo del vaccino. «L’adesione dei curanti, in generale, è stata piuttosto buona». In media, l’80% del personale sanitario attivo nelle strutture ha ricevuto il booster.
